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L’Orchestra CASTELLINA di Massimo Castellina occupa un posto di grandissimo pregio artistico nell’attuale scenario della musica da ballo italiana, soprattutto grazie a Massimo ed al suo inconsueto talento musicale nell’arte della fisarmonica. Massimo nasce ad Asti l’8 giugno 1970, l'anno in cui Adriano Celentano vince il Festival di Sanremo con "Chi non lavora non fa l'amore" e si avvicina alla musica assai precocemente, assecondando un’istintiva attrazione verso i suoni ed in particolare verso le sonorità del liscio, specialmente della fisarmonica del grande Maestro Roberto Giraldi, in arte Castellina. Proprio nel 1970 iniziano ad apparire le raccolte ufficiali del Maestro distribuite dalla RCA, uno strano scherzo del destino, non trovate? Massimo ne colleziona tutti i dischi e dopo qualche anno ne segue le serate seduto sul bordo destro del palco , proprio in corrispondenza della posizione di Castellina. Da quel posto di osservazione privilegiato, Massimo guarda incantato il Maestro tutta la sera, sognando di suonare, un giorno, con lo stesso ed inconfondibile stile che caratterizza il liscio “alla Castellina”, fusione rara e perfetta di tecnica e cuore musicale. A soli quindici anni Massimo realizza il suo primo piccolo sogno nel cassetto: sale sul palco del dancing “Crazy “ di Vigliano d'Asti per eseguire il brano “Tutto pepe” a due fisarmoniche con il Maestro Giraldi, accompagnati dall’orchestra Castellina - Pasi nella classica formazione di Gable, Irene, Trevisani, Agrò, Patuelli. Passano gli anni e Massimo anzichè frequentare una scuola superiore voleva iscriversi al Conservatorio, ma la sua famiglia negò questa richiesta e gli impose un tragitto "normale", doveva scegliere tra il Liceo e la Ragioneria, fu costretto a cedere e ad iscriversi a malincuore al Liceo Scientifico (solo dopo anni riuscì ad iscriversi a clarinetto e diplomarsi)... questo non bastò a placare i suoi desideri: una coraggiosa telefonata al Maestro Giraldi permette al giovane Massimo di divenirne ospite nonché allievo prediletto, dando piena realizzazione a quelle doti musicali che ne fanno, oggi, un grande fisarmonicista, sia a piano che cromatico. Nel 1988, a 18 anni Salvatore Giarracca della grande orchestra "I Supremi" lo nota ed avendo un repertorio castelliniano lo recluta come "imitatore musicale di Giraldi", nel 1989 diventa compositore ed autore alla SIAE dando gli esami presso la sede SIAE di Torino, nel 1990 decide di aprire un complessino tutto suo girando la zone vicine ad Asti. Qui suona per qualche tempo una stupenda Lucchini Super King a piano colore oro. Passano gli anni e Massimo Castellina a poco a poco abbandona la fisarmonica a piano per dedicarsi solamente alla cromatica: ormai il fascino dei bottoni l'aveva completamente sedotto e Lucchini gli costruisce una copia a bottoni della fisa dorata di Giraldi... avvantaggiato dalla gavetta fatta con la fisa a pianoforte (con cui aveva imparato TUTTI i brani contenuti nelle musicassette e Stereo8 di Castellina-Pasi), Massimo adatta la diteggiatura sui bottoni della cromatica e diventa velocissimamente (a detta del Maestro e di altri eccellenti esponenti della fisarmonica) "il Castellina del Piemonte", soprannome che ancora oggi si porta dietro. Il modo di staccare le note, il movimento del mantice, il vibrato di Brisighella, ormai lo rendono veramente un degno seguace con il cuore... anni dopo infatti scriverà con Angelo Agrò (che sostituì Pasi) un tango dal titolo "La fisarmonica col cuore". Ora i numeri ci sono... resta da fare una vera Orchestra anzichè un complessino, all'inizio con un impianto ed un pullman di altri tempi, ma era un'altra epoca... poco importava, le sue note valevano più di ogni genere di lusso o immagine sul palco. Tuttora a Massimo danno un po' fastidio i fondali, le pedane, il fumo, le teste mobili perchè (parole sue) "distolgono l'attenzione dalla musica e rendono il cervello umano meno ricettivo": questione di idee personali.
Dopo la Maturità Scientifica, passata tra la Divina Commedia e gli spartiti di Giraldi, Massimo frequenta la facoltà di Psicologia presso l’Università degli Studi di Torino dove ritrova un personaggio chiave nella sua vita, il Prof. Dott. Gianfranco Saglione che aveva conosciuto anni prima per il suo interesse verso le tecniche del training autogeno (non dimentichiamo che negli anni 80 erano argomenti tabù e spesso paragonati a follie irrazionali) che diventa definitivamente il suo mentore in psicologia, continuando a coltivare, come sempre, la passione per la musica con lo studio della fisarmonica e del clarinetto. Il training autogeno gli sarà molto utile nei concorsi e nelle esibizioni di fronte a migliaia di persone. Siamo nel pieno degli anni 90 e Giraldi, con la sua nuova formazione (Guglielmo Tedaldi, Sergio Marianni, Barbara Tarozzi, Claudio Novelli, Andrea Tofanelli...) porta in giro le sue nuove fisarmoniche bianche fabbricate da Mengascini, non usando più sul palco gli strumenti che hanno fatto storia fino al 1989... ci sono due fazioni, i nostalgici e quelli che "sposano" la causa Mengascini: Massimo fa parte dei secondi e crede fin dal 1990 nelle potenzialità di tali strumenti, nonostante che all'epoca non possedesse uno di essi... però questo restò un sogno nel cassetto, anche questo avveratosi a piccoli passi quando nel 1994 ebbe da Roberto il bandoneon Mengascini con i cuori che teneva gelosamente in casa sua. Nel frattempo nasce una grande amicizia con Guglielmo Tedaldi che tuttora collabora in studio con Massimo per i suoi progetti musicali. Intanto inizia seriamente lo studio accademico del clarinetto in sib, anche se di nascosto suonava quello in do nei brani classici romagnoli. Massimo inizia anche un hobby molto bizzarro: la collezione di fisarmoniche e alla data di oggi ne possiede circa 15 esemplari, alcuni di questi suonati dal Maestro... ognuna di esse ha una sua particolarità e Massimo le sente come "vive" e dà un nome di battesimo ad ogni accordion...
Seguono anni ed anni di grandi concerti e serate, un boom di esibizioni nei dancing e nei balli a palchetto, spettacoli in pista con la Czardas, La danza delle sciabole ed il Barbiere di Siviglia, tra i tanti concorsi non dimentichiamo il PREMIO CASTELLINA tenutosi a Faenza (RA) nel Febbraio 1999 dove Massimo vinse con il brano "Romantico Tango", Roberto Giraldi era il presidente della giuria e la manifestazione fu organizzata da Anna ed Alessandra della Galletti-Boston. Una coppa ed una targa sono il ricordo tangibile e materiale di quell'avvenimento ma c'è un fatto molto più significativo: Massimo non immaginava che quella sarebbe stata l'ultima volta in cui avrebbe visto Roberto Giraldi.
Il 2000 è un anno segnato dalla perdita del grande Maestro Faentino e lascia nelle preziose mani di Massimo, allievo prediletto, la sua fisarmonica preferita che teneva in casa e con cui aveva inciso i volumi RCA-BMG n.29 30 31 32 33 34 35 36 37 38: uno stupendo strumento bianco dai bottoni neri costruito dalla ditta Mengascini di Castelfidardo. Nello Mengascini in seguito costruì una fisarmonica di questa tempra anche per Massimo stesso che porta quel sound in tutto il mondo.
Non ci poteva credere, il mondo senza Roberto non era più lo stesso... un vuoto incolmabile... ma spinto dal dolore per l’assenza di una figura tanto importante per la propria formazione umana e artistica, Massimo continua ad esercitarsi su quello strumento anche otto o nove ore al giorno, imparando, in tal modo, a suonare sia a quattro che a cinque dita, e perfezionando il vibrato del mantice. Lo studio assiduo, unito al desiderio di onorare la figura del Maestro, portano Massimo ad un livello artistico elevatissimo: i più grandi esperti del settore musicale ritengono che il suo talento sia pari a quello di Giraldi. E’ significativo il fatto che molte persone non riescano a distinguere i due musicisti... questa similitudine nel 2001 lo fa uscire dal Piemonte e gli spalanca le porte dell'Emilia Romagna, la terra del Maestro, dove inizia a fare prima l'ospite e poi vere e proprie esibizioni... di lì arrivò il Veneto e si spalancò l'Italia del nord ! In questo tragitto viene sempre seguito devotamente da Silvia, cantante, musicista e compagna. Con una mentalità sempre volta al futuro, Massimo incide una marea di proprie composizioni, dapprima in modo casalingo, poi nei grandi studi (tra cui un cd allo Studio Master di Faenza firmato con Fosco Foschini nel 2002).
L'attuale carriera musicale di Massimo, che non ha legami di alcun tipo con la "nuova" Orchestra chiamata Castellina-Pasi, e che è l’unico davvero legalmente autorizzato a rendere onore al nome Castellina, si evolve, non con pochi sacrifici, attraverso moltissimi successi, come l’incisione di parecchi dischi e di venti volumi, e viene meritatamente premiata con l’ambitissimo Disco d’Oro Fonola. Dapprima con la propria "Orchestra Castellina" eseguiva soltanto cover di Roberto Giraldi, ora dal 2012 si getta in un nuovo ambiziosissimo progetto: rinnova il repertorio inserendo decine e decine di proprie composizioni, scoprendo con sorpresa che il pubblico si scatena in applausi scroscianti, aumentano le richieste degli spartiti musicali (come negli anni d'oro) e la gente, dopo un periodo di crisi dovuto anche alla situazione economica mondiale, ricompra i CD, ma chiedendo espressamente quelli con i titoli composti da Massimo Castellina. Intanto oltre che su Serenissima TV (oggi Canale Italia), Vittorio Venturini lo fa apparire in tutte le televisioni italiane dove trasmettevano il programma Suona il mio disco. Cambiano i musicisti, c'è chi và e c'è chi viene e Massimo è sempre alla ricerca di personaggi nuovi dotati sia di musicalità che di carisma e di quel quid che attira magneticamente il pubblico... crede poco alle band di "amiconi", per lui la parola chiave è sempre la MUSICA, scritta a caratteri cubitali. Nel 2009 incontra Angelo Agrò, il sassofonista erede di Giovanni Pasi e nasce una grande amicizia mista a collaborazione... non era da tutti i giorni vedere un mito dell'Orchestra Pasi storica sul palco di Massimo... insieme suonano e scrivono parecchio ed Agrò ha anche curato gli arrangiamenti di due brani del vol.20 di Massimo.
Giraldi non era il solo mito di Massimo, che è tuttora un grande fans di Gianni Morandi, nonchè iscritto al suo fans club ed al forum di Morandimania. Inizia per scherzo a cantare qualche brano di Gianni ed ora il pubblico gli richiede i grandi classici... del resto pure lui, nato nel lontano 1970 è un eterno ragazzo... Si scopre così che la voce di Massimo Castellina è molto apprezzata (specialmente dal pubblico femminile), nel 2010 conosce Daniela Nicol, la voce che con Gianni Morandi ha fatto la cover di Grazie Perchè (proprio con Gianni stesso, su dischi BMG Ricordi)... tra i due professionisti nasce una grande amicizia basata sulla reciproca stima musicale e... nel 2011 incidono insieme una terza cover di Grazie Perchè... le voci di Massimo e Daniela (che ha sbancato su You Tube)! Chissà che in futuro non nascano altri duetti...
Fin dal lontano 1995 Massimo Castellina è anche un famoso editore musicale (Discocapital) e recentemente viene anche richiesto come esperto e giudice nei concorsi canori (vedi Una canzone dal cuore). Oggi l’Orchestra di Massimo Castellina si propone di rinnovare la grande tradizione della musica da ballo italiana con le note della fisarmonica e con le interessanti sonorità del clarinetto e di inaugurare, allo stesso tempo, una insolita e straordinaria contaminazione di generi musicali con l’inserimento della fisarmonica nelle atmosfere latine di balli come salsa , merengue e bachata .Il desiderio più grande di Massimo rimane quello di continuare ad accompagnare dal vivo, con la grande musica della sua Orchestra, le storie e la gestualità spontanea che caratterizzano gli amanti di un genere che è sempre seguitissimo nei dancing con immutato affetto. Avanti tutta perchè chi si ferma è perduto e... VIVA CASTELLINA !!!
Tratte da Wikipedia In giuria al prestigioso concorso canoro Una canzone dal cuore... clicca per il PDF.
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Orchestra Castellina (C)(R) - Marchio registrato del Sig. Castellina Massimo - Orchestra Spettacolo - Liscio "alla
Castellina", Anni 60 70 80 90, Evergreen, Latino Americano, Musica Pop,
Eseguzioni solo dal vivo. |